F2i: Ravanelli, Terzo Fondo in anticipo rispetto a quanto programmato

Con una lettera al quotidiano Il Messaggero, sul quale lo scorso 23 marzo erano state pubblicate alcune indiscrezioni in merito alla nascita del Terzo Fondo F2i, l’Amministratore Delegato del Fondo, Renato Ravanelli, ha voluto intervenire per correggere alcune inesattezze.

Il vertice di F2i ha innanzitutto ricordato che lo scorso febbraio è stato completato con successo il periodo d’investimento del Primo Fondo F2i, che al closing del suo fund raising aveva totalizzato una raccolta di 1,8 miliardi di euro.

Ravanelli ha inoltre evidenziato che l’attività del Secondo Fondo F2i procede ancora più rapidamente, in quanto entro aprile risulterà già investito il 70% della disponibilità dello stesso, che ammonta ad oltre 1,2 miliardi. Il restante 30% (pari a circa 400 milioni di euro) verrà dunque impiegato, come fa notare il vertice di F2i, entro la fine dell’investment period (luglio 2020).

In base a tali considerazioni, e a seguito dell’elevata soddisfazione degli investitori, il management di F2i sta valutando il lancio di un Terzo Fondo, con largo anticipo rispetto a quanto inizialmente pianificato.

http://www.f2isgr.it/f2isgr/allegati/rassegna_stampa/2017_03_24_MESSAGGERO_RENATO_RAVANELLI_F2i_LETTERA.pdf

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F2i chiude il 2016 con un bilancio da record

Il fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli ha fatto registrare un utile complessivo di circa 425 milioni di euro e guarda al lancio di un terzo fondo entro la fine dell’anno

Secondo indiscrezioni riportate dall’Agenzia Radiocor – Il Sole 24 Ore – e riprese dal quotidiano economico-finanziario di Confindustria, il 2016 si sarebbe chiuso con risultati da record per F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR. I due fondi che fanno capo alla Società di Gestione del Risparmio amministrata da Renato Ravanelli avrebbero infatti totalizzato utili per circa 425 milioni di euro, con una crescita del 37% rispetto all’anno precedente, ed una distribuzione di dividendi agli Investitori per circa 416 milioni.

Il Primo Fondo F2i, che ha interamente impegnato la propria raccolta iniziale di 1,8 miliardi di euro, ha di recente concluso il proprio periodo di investimento. Il Secondo Fondo F2i, che ha completato la propria raccolta nel luglio 2015, ha invece già impegnato oltre la metà della propria raccolta di oltre 1,2 miliardi di euro, con investimenti già deliberati che porterebbero l’ammontare impegnato al 70%.

Tra le operazioni più recenti portate a termine da F2i, si segnalano la cessione della quota detenuta in Metroweb Italia e l’acquisizione di una quota di oltre il 70% dell’Aeroporto di Alghero.

F2i detiene in portafoglio quote di controllo o di rilievo in società che operano in vari ambiti infrastrutturali, dalla distribuzione del gas alle infrastrutture sociali, passando per autostrade, aeroporti, servizi idrici, energie rinnovabili e telecomunicazioni.

Di recente, come ricorda Il Sole 24 Ore, 2i Rete Gas, controllata da F2i e primo player indipendente nel settore della distribuzione del gas, ha collocato con successo un bond senior da 435 milioni di euro con una cedola annua a tasso fisso dell’1,75% e scadenza al 2026. Le richieste, intorno a 1,6 miliardi, hanno superato di circa quattro volte l’ammontare dell’obbligazione.

Il network aeroportuale di F2i

Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i, illustra a Milano Finanza alcuni dei punti di forza e di debolezza del sistema aeroportuale italiano

Con cinque aeroporti nel proprio network, F2i è uno dei principali player del settore. A livello nazionale transita infatti attraverso la rete di 2i Aeroporti, holding controllata da F2i, il più elevato numero di passeggeri in Italia. Dopo un primo investimento in Gesac, la società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino, nel 2010, F2i ha accresciuto il proprio impegno negli aeroporti italiani, rilevando una quota del 44% circa in SEA – Aeroporti di Milano Malpensa e Linate, ed acquisendo quote di controllo in Sagat (Aeroporto di Torino Caselle) e, di recente, in Sogeaal (Aeroporto di Alghero). La presenza in SEA e Sagat, inoltre, rende F2i azionista indiretto di Sacbo, società che ha in gestione l’Aeroporto di Bergamo Orio al Serio, e di Aeroporti di Bologna, società che gestisce l’omonimo aeroporto.

Come sottolineato sulle pagine di Milano Finanza da Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i, il settore aeroportuale presenta attualmente elementi positivi ma anche punti di debolezza. Nonostante i dati di traffico facciano registrare una crescita pressoché costante in tutti gli aeroporti, gli scali di media dimensione risentono del potere contrattuale in mano a poche compagnie aeree. Ed è proprio questo aspetto a rendere utile ed auspicabile la nascita di poli aeroportuali capaci di far fronte e di controbilanciare tale squilibrio.

In realtà, il risultato non è scontato come potrebbe apparire. Come fa notaro lo stesso Ravanelli, il potere contrattuale di un network non viene infatti utilizzato contro le compagnie. Gli operatori del settore rimangono infatti degli alleati fondamentali. L’esistenza di un network consente comunque di attrarre un maggior numero di compagnie offrendo, nello stesso tempo, una maggiore diversificazione dell’offerta commerciale.

In questo senso, sono molto positivi i risultati raggiunti da F2i laddove il fondo infrastrutturale abbia avuto modo di gestire in modo autonomo delle realtà aeroportuali. È il caso, per esempio, di Napoli e Torino, dove è stata mantenuta, tra le altre cose, una significativa diversificazione dei vettori.

Per il futuro, il principale fondo infrastrutturale italiano punta ad ampliare il proprio network con una strategia che, come ricorda Ravanelli, mira ad operazioni di consolidamento, anche attraverso alleanze.

F2i aggiunge Alghero al proprio network aeroportuale

Il fondo infrastrutturale amministrato da Renato Ravanelli si aggiudica il 72% di Sogeaal

Lo scorso 30 dicembre è stata ufficializzata la privatizzazione dell’Aeroporto di Alghero-Fertilia “Riviera del Corallo”, con l’aggiudicazione a F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR di una quota del 72% circa di Sogeaal, società che gestisce lo scalo sardo.

Una svolta auspicata da vari fronti, alla luce delle numerose gare andate deserte in precedenza e per via della preoccupazione suscitata della recente decisione del principale vettore low cost di ridurre la propria presenza sull’Isola, in disaccordo con l’incremento delle tasse aeroportuali da parte del Governo italiano.

Si apre dunque una nuova fase in cui, come annunciato dal neo-presidente di Sogeaal e Senior Partner dell’Area Investimenti di F2i, Mauro Maia, “Ryanair sarà l’interlocutore principale ma non l’unico”. Maia, già presidente di 2i Aeroporti, holding aeroportuale controllata da F2i, vanta lunga esperienza manageriale anche alla luce della presenza del fondo amministrato da Renato Ravanelli negli azionariati delle società di gestione degli aeroporti di Napoli Capodichino, Torino Caselle, Milano Malpensa e Linate e, indirettamente, Bergamo Orio al Serio e Bologna Marconi. Un network che non potrà non portare beneficio allo scalo algherese, da poco aggiuntosi al mosaico, creando sinergie ed apporto di know how.

In occasione della conferenza stampa che ha salutato l’ingresso di F2i, Mauro Maia ha inoltre dichiarato che l’obiettivo è quello di “trovare gli strumenti che consentano di incrementare il traffico” attraverso misure alternative agli incentivi diretti (non più consentiti). Il Senior Partner di F2i ha anticipato che il nuovo piano verrà discusso in occasione dei prossimi consigli d’amministrazione di Sogeaal.

Riguardo il rapporto con Ryanair, Maia ha infine sottolineato la necessità per Alghero di non dipendere da un solo vettore, nonostante la compagnia irlandese rimanga l’interlocutore principale in quanto leader europeo nei collegamenti low cost.

F2i ed Edison rinunciano alla soglia del 50% nell’Opa su Alerion

A ormai poche ore alla conclusione dell’Opa lanciata da Eolo Energia, gli azionisti di riferimento, F2i ed Edison, hanno annunciato la loro intenzione di rinunciare alla soglia minima d’acquisto che prevede la metà più una delle azioni societarie di Alerion Clean Power, società specializzata nel settore delle energie rinnovabili, con particolare focus sull’eolico, della quale F2i già detiene una quota del 16,03% in portafoglio.

Con una nota, Eolo Energia ha annunciato che, con tale rinuncia, si renderà disponibile ad acquisire tutte le azioni che verranno portate in adesione alla propria offerta entro il 2 dicembre, a prescindere dalla quota in Alerion che verrà conseguita al termine dell’Opa.

Al 30 novembre, Eolo Energia deteneva un 14,99%, che va ad aggiungersi alla quota già detenuta dal fondo amministrato da Renato Ravanelli, per una quota complessiva del 31,02% che non tiene conto di un ulteriore 1,86% costituito da azioni frutto di adesione all’offerta lanciata da F2i-Edison.

Sulla base di queste considerazioni, e con un nuovo cambio di scenario nell’azionariato, Eolo Energia ha reso noto, nella serata del 30 novembre, che ritiene di poter determinare “l’esito delle delibere dell’Assemblea ordinaria di Alerion”, in particolar modo quelle relative alla nomina e revoca del CdA.

F2i Sgr: il contributo all’operazione che punta alla creazione del secondo polo eolico in Italia

F2i SGR, la società di gestione del risparmio guidata da Renato Ravanelli, è partner della società milanese Edison nell’operazione mirata all’acquisto delle azioni di Alerion, una delle realtà più attive nel mercato delle rinnovabili. Ne danno notizia i principali organi di stampa del settore: la sfida per conquistare il settore eolico italiano è ufficialmente lanciata. Nel dettaglio, F2i SGR rientra nell’operazione in quanto azionista di maggioranza della società che detiene il 49% in Eolo Energia, la promotrice dell’offerta pubblica d’acquisto (il 51% è in mano all’azienda milanese). L’esito positivo ridisegnerebbe il quadro del settore delle rinnovabili nel nostro Paese. Nascerebbe infatti il secondo polo eolico in Italia per capacità produttiva: con una potenza totale pari a circa 0,84 gigawatt, il combinato di Edison e Alerion, proprietaria di dieci campi eolici italiani e uno da 6 mw in Bulgaria, finirebbe per superare Enel Green Power (0,72 gigawatt), mentre Erg Reniew manterrebbe la leadership con 1,13 gigawatt.

Nata nel gennaio 2007, F2i SGR è specializzata in investimenti su vari ambiti nel settore delle infrastrutture. La società amministrata da Renato Ravanelli ha concluso la sua prima acquisizione nel maggio 2008, proprio con l’acquisizione del 15,7% della società che è oggetto dell’OPA dei giorni scorsi, Alerion Clean Power, specializzata nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, con particolare focus sull’eolico.

Per maggiori informazioni: http://www.repubblica.it/economia/finanza/2016/10/13/news/edison_alerion-149681712/?rss&refresh_ce

F2i e la creazione di un polo aeroportuale del Sud Italia

Secondo indiscrezioni di stampa sarebbe allo studio la fusione tra Gesac (Aeroporto di Napoli) e AdP (Aeroporti di Puglia)

F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, il più grande fondo infrastrutturale italiano, amministrato da Renato Ravanelli, punterebbe, secondo indiscrezioni giornalistiche, ad aggiungere gli aeroporti pugliesi al proprio network.

Il Fondo guidato da Ravanelli, che controlla tra le altre cose la holding 2i Aeroporti, ha già in portafoglio il 70% di Gesac (società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino), il 54,5% di Sagat (Aeroporto di Torino Caselle), una quota del 44,3% della SEA (Aeroporti di Milano Malpensa e Linate) e una quota del 10% dell’Aeroporto di Bologna.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’operazione, attualmente ancora in una fase di studio, prevedrebbe, in particolare, la fusione tra Gesac e AdP (Aeroporti di Puglia).

Attualmente, l’Aeroporto di Napoli registra un traffico annuo di circa 6,1 milioni di passeggeri; gli aeroporti di Puglia (Bari e Brindisi) circa 6,2 milioni. La fusione tra le due società di gestione darebbe dunque vita a un vero e proprio polo aeroportuale del Sud Italia, attraverso cui transiterebbero oltre 12 milioni di passeggeri, con potenziali ricadute positive su economia locale e turismo.

L’operazione sarebbe tuttavia subordinata, secondo il Corriere della Sera, all’esito dell’inchiesta della Commissione Europea sui fondi elargiti dagli aeroporti pugliesi alla compagnia low cost Ryanair.

http://www.corriere.it/economia/16_ottobre_06/aeroporti-polo-f2i-il-sud-studio-fusione-napoli-bari-0a9515c2-8bf6-11e6-8000-f6407e3c703c.shtml