Il network aeroportuale di F2i

Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i, illustra a Milano Finanza alcuni dei punti di forza e di debolezza del sistema aeroportuale italiano

Con cinque aeroporti nel proprio network, F2i è uno dei principali player del settore. A livello nazionale transita infatti attraverso la rete di 2i Aeroporti, holding controllata da F2i, il più elevato numero di passeggeri in Italia. Dopo un primo investimento in Gesac, la società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino, nel 2010, F2i ha accresciuto il proprio impegno negli aeroporti italiani, rilevando una quota del 44% circa in SEA – Aeroporti di Milano Malpensa e Linate, ed acquisendo quote di controllo in Sagat (Aeroporto di Torino Caselle) e, di recente, in Sogeaal (Aeroporto di Alghero). La presenza in SEA e Sagat, inoltre, rende F2i azionista indiretto di Sacbo, società che ha in gestione l’Aeroporto di Bergamo Orio al Serio, e di Aeroporti di Bologna, società che gestisce l’omonimo aeroporto.

Come sottolineato sulle pagine di Milano Finanza da Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i, il settore aeroportuale presenta attualmente elementi positivi ma anche punti di debolezza. Nonostante i dati di traffico facciano registrare una crescita pressoché costante in tutti gli aeroporti, gli scali di media dimensione risentono del potere contrattuale in mano a poche compagnie aeree. Ed è proprio questo aspetto a rendere utile ed auspicabile la nascita di poli aeroportuali capaci di far fronte e di controbilanciare tale squilibrio.

In realtà, il risultato non è scontato come potrebbe apparire. Come fa notaro lo stesso Ravanelli, il potere contrattuale di un network non viene infatti utilizzato contro le compagnie. Gli operatori del settore rimangono infatti degli alleati fondamentali. L’esistenza di un network consente comunque di attrarre un maggior numero di compagnie offrendo, nello stesso tempo, una maggiore diversificazione dell’offerta commerciale.

In questo senso, sono molto positivi i risultati raggiunti da F2i laddove il fondo infrastrutturale abbia avuto modo di gestire in modo autonomo delle realtà aeroportuali. È il caso, per esempio, di Napoli e Torino, dove è stata mantenuta, tra le altre cose, una significativa diversificazione dei vettori.

Per il futuro, il principale fondo infrastrutturale italiano punta ad ampliare il proprio network con una strategia che, come ricorda Ravanelli, mira ad operazioni di consolidamento, anche attraverso alleanze.

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F2i aggiunge Alghero al proprio network aeroportuale

Il fondo infrastrutturale amministrato da Renato Ravanelli si aggiudica il 72% di Sogeaal

Lo scorso 30 dicembre è stata ufficializzata la privatizzazione dell’Aeroporto di Alghero-Fertilia “Riviera del Corallo”, con l’aggiudicazione a F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR di una quota del 72% circa di Sogeaal, società che gestisce lo scalo sardo.

Una svolta auspicata da vari fronti, alla luce delle numerose gare andate deserte in precedenza e per via della preoccupazione suscitata della recente decisione del principale vettore low cost di ridurre la propria presenza sull’Isola, in disaccordo con l’incremento delle tasse aeroportuali da parte del Governo italiano.

Si apre dunque una nuova fase in cui, come annunciato dal neo-presidente di Sogeaal e Senior Partner dell’Area Investimenti di F2i, Mauro Maia, “Ryanair sarà l’interlocutore principale ma non l’unico”. Maia, già presidente di 2i Aeroporti, holding aeroportuale controllata da F2i, vanta lunga esperienza manageriale anche alla luce della presenza del fondo amministrato da Renato Ravanelli negli azionariati delle società di gestione degli aeroporti di Napoli Capodichino, Torino Caselle, Milano Malpensa e Linate e, indirettamente, Bergamo Orio al Serio e Bologna Marconi. Un network che non potrà non portare beneficio allo scalo algherese, da poco aggiuntosi al mosaico, creando sinergie ed apporto di know how.

In occasione della conferenza stampa che ha salutato l’ingresso di F2i, Mauro Maia ha inoltre dichiarato che l’obiettivo è quello di “trovare gli strumenti che consentano di incrementare il traffico” attraverso misure alternative agli incentivi diretti (non più consentiti). Il Senior Partner di F2i ha anticipato che il nuovo piano verrà discusso in occasione dei prossimi consigli d’amministrazione di Sogeaal.

Riguardo il rapporto con Ryanair, Maia ha infine sottolineato la necessità per Alghero di non dipendere da un solo vettore, nonostante la compagnia irlandese rimanga l’interlocutore principale in quanto leader europeo nei collegamenti low cost.

F2i e la creazione di un polo aeroportuale del Sud Italia

Secondo indiscrezioni di stampa sarebbe allo studio la fusione tra Gesac (Aeroporto di Napoli) e AdP (Aeroporti di Puglia)

F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, il più grande fondo infrastrutturale italiano, amministrato da Renato Ravanelli, punterebbe, secondo indiscrezioni giornalistiche, ad aggiungere gli aeroporti pugliesi al proprio network.

Il Fondo guidato da Ravanelli, che controlla tra le altre cose la holding 2i Aeroporti, ha già in portafoglio il 70% di Gesac (società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino), il 54,5% di Sagat (Aeroporto di Torino Caselle), una quota del 44,3% della SEA (Aeroporti di Milano Malpensa e Linate) e una quota del 10% dell’Aeroporto di Bologna.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’operazione, attualmente ancora in una fase di studio, prevedrebbe, in particolare, la fusione tra Gesac e AdP (Aeroporti di Puglia).

Attualmente, l’Aeroporto di Napoli registra un traffico annuo di circa 6,1 milioni di passeggeri; gli aeroporti di Puglia (Bari e Brindisi) circa 6,2 milioni. La fusione tra le due società di gestione darebbe dunque vita a un vero e proprio polo aeroportuale del Sud Italia, attraverso cui transiterebbero oltre 12 milioni di passeggeri, con potenziali ricadute positive su economia locale e turismo.

L’operazione sarebbe tuttavia subordinata, secondo il Corriere della Sera, all’esito dell’inchiesta della Commissione Europea sui fondi elargiti dagli aeroporti pugliesi alla compagnia low cost Ryanair.

http://www.corriere.it/economia/16_ottobre_06/aeroporti-polo-f2i-il-sud-studio-fusione-napoli-bari-0a9515c2-8bf6-11e6-8000-f6407e3c703c.shtml