F2i: conclusa con successo l’OPA su EI Towers

Si è conclusa con successo, lo scorso 5 ottobre, l’Opa lanciata alla fine del mese di agosto da F2i e Mediaset su EI Towers, la società delle torri di trasmissione che detiene un parco di 2.300 torri di trasmissione televisive e oltre 1.000 per la telefonia mobile.

L’operazione ha superato l’obiettivo iniziale  del 92% arrivando a un’adesione del 97,4%. Soddisfazione da parte dell’Amministratore Delegato di F2i, Renato Ravanelli: il vertice del più grande fondo infrastrutturale italiano ha sottolineato il ruolo di F2i quale catalizzatore di investimenti nazionali ed internazionali su piattaforme infrastrutturali strategiche per il Paese. Ravanelli ha annunciato che l’esperienza maturata da F2i nella gestione infrastrutturale consentirà l’avvio di una nuova fase di sviluppo per EI Towers. Al completamento dell’operazione, la società delle torri sarà controllata al 60% da F2i e al 40% da Mediaset, che manterrà dunque una quota nell’azionariato, confermando la fiducia in  F2i ed garantendo un fattore di continuità per EI Towers.

L’OPA è stata lanciata a un prezzo di 57 euro per azione, per una valorizzazione complessiva di EI Towers di 1,6 miliardi di euro. Entro il 12 ottobre, data in cui verrà corrisposto agli aderenti il corrispettivo previsto, saranno comunicate le modalità di esercizio del diritto di acquisto e di adempimento dell’obbligo di acquisto (il cosiddetto squeeze-out).

http://www.f2isgr.it/f2isgr/sala_stampa/comunicati_stampa/anno_2018/index.html

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F2i e il lancio del Terzo Fondo

Il Corriere della Sera dedica un ampio articolo al lancio, da parte di F2i, di un terzo fondo, che andrebbe ad aggiungersi al Primo (2007) e al Secondo (2012), per focalizzarsi, in particolare, sui comparti infrastrutturali degli aeroporti, delle energie rinnovabili, dei servizi idrici e della distribuzione del gas.

Attualmente, la SGR amministrata da Renato Ravanelli ha già raccolto, attraverso i primi due fondi, sottoscrizioni superiori a 3 miliardi di euro da parte dei propri investitori che includono, tra gli altri, la Cdp, le banche Intesa San Paolo e Unicredit, il network delle Fondazioni bancarie, ed investitori esteri quali il fondo francese Ardian, China Investment Corporation e il fondo pensionistico coreano NPS – National Pension Service. Gran parte della raccolta dei due fondi è stata già investita in 8 comparti infrastrutturali, con partecipazioni in 18 società e un recentissimo ingresso nel comparto della valorizzazione energetica da biomasse legnose, con l’acquisizione del 100% della San Marco Bioenergie attraverso il Secondo Fondo F2i.

Per portare avanti la propria attività di investimento, F2i ha iniziato a sondare gli investitori per la raccolta di un terzo fondo, che starebbe già riscuotendo l’interesse di importanti investitori internazionali, tra cui, in particolare, è indicato dal quotidiano milanese un fondo sovrano che si aggiungerebbe agli attuali sponsor della società guidata da Renato Ravanelli.

Target di raccolta del Terzo Fondo intorno ai 3 miliardi di euro, una cifra che si avvicina alla somma della raccolta dei primi due fondi (rispettivamente circa 1,8 e 1,25 miliardi di euro).

Circa 1,5 miliardi del nuovo fund raising, riporta il Corriere della Sera, saranno costituiti da risorse “fresche”, provenienti in gran parte dai mercati internazionali. Sul terzo fondo confluiranno inoltre gli investimenti realizzati dal Primo Fondo F2i, che ha già interamente investito la propria raccolta.

Tra i principali obiettivi del principale fondo infrastrutturale italiano (uno dei maggiori a livello europeo), agire come soggetto aggregatore in settori caratterizzati da elevata frammentarietà, in contesti normativi stabili, puntando alla creazione di poli nazionali capaci di apportare miglioramenti nelle realtà economiche oggetto d’acquisizione, come dimostrato, ad esempio, dalla creazione di 2i Rete Gas, primo operatore indipendente a livello nazionale nel settore della distribuzione del gas, nato dalla fusione di Enel Rete Gas con vari operatori, attraverso importanti operazioni di M&A.

Nei suoi primi dieci anni di attività, F2i ha inoltre ricoperto, e continua a svolgere, un ruolo di leadership nel settore degli aeroporti, con la creazione di un network che raggruppa gli scali di Torino, Napoli, Alghero, Milano e Bologna. Un ulteriore settore in cui la società di gestione del risparmio amministrata da Ravanelli si è particolarmente distinta è rappresentato dalle energie rinnovabili, dove può vantare la propria leadership nel comparto eolico e fotovoltaico attraverso E2i Energie Speciali ed EF Solare.

L’articolo del Corriere della Sera sul Terzo Fondo F2i è consultabile sul sito corporate della società al seguente collegamento:

http://www.f2isgr.it/f2isgr/allegati/rassegna_stampa/20171129_CORRIERE_DELLA_SERA_F2i_TERZO_FONDO_RENATO_RAVANELLI.pdf

F2i: Guzzetti (Cariplo), uno degli investimenti più redditizi della Fondazione

In una dichiarazione rilasciata a margine di un convegno, il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, ha espresso la propria soddisfazione in merito alla quota detenuta dalla fondazione in F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR.

Lunga vita a F2i e al suo Amministratore Delegato, Renato Ravanelli”, è stato il commento dell’avvocato Guzzetti, il quale ha sottolineato che la partecipazione in F2i rappresenti uno degli investimenti ad aver reso di più e meglio per la Fondazione.

Guzzetti, che è inoltre presidente dell’ACRI, non ha voluto invece commentare l’indiscrezione secondo cui F2i sarebbe interessata a Sparkle, in quanto la questione sarebbe fuori dalla sua “conoscenza e competenza”.

Nell’ambito di un progetto finalizzato alla creazione di un polo nazionale nel settore delle infrastrutture in fibra ottica, F2i ha di recente annunciato l’acquisizione, attraverso 2i Fiber, del 90% di KPNQWEST Italia, società attiva nel settore delle tlc che offre servizi di connettività in fibra ottica a migliaia di aziende, oltre a data center e servizi di cloud computing a valore aggiunto ad elevatissima affidabilità e prestazione. L’investimento è stato preceduto, nell’arco degli ultimi tre mesi, dalle acquisizioni di Infracom e MC-Link, società operanti nel medesimo settore.

La Società di Gestione del Risparmio amministrata da Renato Ravanelli, attraverso due fondi, detiene attualmente partecipazioni in 18 realtà che operano in 8 comparti infrastrutturali, per una piattaforma che, a livello aggregato, fa registrare oltre 3,1 miliardi di euro di fatturato, con un ebitda di circa 1,2 miliardi e 13.000 addetti.

 

Per approfondire l’argomento:

http://www.teleborsa.it/News/2017/10/02/guzzetti-soddisfatti-di-f2i-sparkle-e-fuori-da-mia-competenza-175.html

F2i ritorna nel settore delle telecomunicazioni

Il fondo guidato da Renato Ravanelli, in consorzio con Marguerite, acquisisce il 94,12% di Infracom

F2i, il più grande fondo infrastrutturale italiano, ha annunciato di aver rilevato, attraverso il suo Secondo Fondo, e in consorzio con Marguerite, il 94,12% di Infracom Italia dal gruppo Abertis.

L’operazione, del valore complessivo di 57,8 milioni di euro e il cui perfezionamento è previsto entro la fine di luglio, si pone l’obiettivo di creare un operatore nazionale che disponga di “forti competenze manageriali, solidità finanziaria, adeguati livelli di efficienza e qualità del servizio”, come sottolineato da una nota congiunta di F2i e Marguerite.

F2i ritorna così ad investire nel settore delle telecomunicazioni dopo la recente uscita da Metroweb, ceduta alla fine del 2016 a Open Fiber.

Attualmente, la Società di Gestione del Risparmio amministrata da Renato Ravanelli ha in portafoglio 15 società, operanti in 8 diversi comparti delle infrastrutture: TLC; aeroporti; autostrade; distribuzione del gas; servizi idrici integrati; energie rinnovabili; infrastrutture sociali; infrastrutture e servizi tecnologici. Una piattaforma che genera oltre 3 miliardi di euro di fatturato annui, con un Ebitda di 1,2 miliardi e 13 mila addetti.

F2i e Marguerite sono stati assistiti dagli advisor: Lyra Partners, per la parte finanziaria; Giliberti Triscornia & Associati, per gli aspetti legali; Bain & Company, per la parte industriale; KPMG, per gli aspetti contabili e fiscali.

Il comunicato stampa di F2i sull’operazione è disponibile al seguente collegamento:

http://www.f2isgr.it/f2isgr/allegati/comunicati_stampa/INFRACOM_190617_-_Italian_xMark-upx.pdf

F2i cresce ulteriormente nell’eolico con 7 nuovi impianti

Con una nuova acquisizione, F2i – Fondi italiani per le infrastrutture – rafforza ulteriormente la propria posizione di rilievo nel settore delle energie rinnovabili. Il fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli ha di recente annunciato la sottoscrizione di un contratto per la cessione al Secondo Fondo F2i di sette parchi eolici di proprietà di Veronagest. I parchi produttivi, della potenza installata complessiva di 282 MW consentono a F2i di superare quota 1.000 MW nel settore eolico. Il fondo infrastrutturale detiene infatti il 70% di E2i, società proprietaria di impianti eolici per circa 600 MW di potenza installata ed ulteriori 165 MW in costruzione, nonché una quota del 16% circa di Alerion Clean Power.

Come ricorda una nota della società amministrata da Ravanelli, la strategia di F2i nel settore eolico si accompagna a quella nel fotovoltaico, dove il fondo è già leader di settore attraverso la joint-venture EF Solare Italia.

Il comunicato stampa relativo all’acquisizione da parte di F2i è disponibile sul sito del fondo al seguente link:

http://www.f2isgr.it/f2isgr/allegati/comunicati_stampa/2017_06_06_F2i_VERONAGEST_CS_def.pdf

F2i chiude il 2016 con un bilancio da record

Il fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli ha fatto registrare un utile complessivo di circa 425 milioni di euro e guarda al lancio di un terzo fondo entro la fine dell’anno

Secondo indiscrezioni riportate dall’Agenzia Radiocor – Il Sole 24 Ore – e riprese dal quotidiano economico-finanziario di Confindustria, il 2016 si sarebbe chiuso con risultati da record per F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR. I due fondi che fanno capo alla Società di Gestione del Risparmio amministrata da Renato Ravanelli avrebbero infatti totalizzato utili per circa 425 milioni di euro, con una crescita del 37% rispetto all’anno precedente, ed una distribuzione di dividendi agli Investitori per circa 416 milioni.

Il Primo Fondo F2i, che ha interamente impegnato la propria raccolta iniziale di 1,8 miliardi di euro, ha di recente concluso il proprio periodo di investimento. Il Secondo Fondo F2i, che ha completato la propria raccolta nel luglio 2015, ha invece già impegnato oltre la metà della propria raccolta di oltre 1,2 miliardi di euro, con investimenti già deliberati che porterebbero l’ammontare impegnato al 70%.

Tra le operazioni più recenti portate a termine da F2i, si segnalano la cessione della quota detenuta in Metroweb Italia e l’acquisizione di una quota di oltre il 70% dell’Aeroporto di Alghero.

F2i detiene in portafoglio quote di controllo o di rilievo in società che operano in vari ambiti infrastrutturali, dalla distribuzione del gas alle infrastrutture sociali, passando per autostrade, aeroporti, servizi idrici, energie rinnovabili e telecomunicazioni.

Di recente, come ricorda Il Sole 24 Ore, 2i Rete Gas, controllata da F2i e primo player indipendente nel settore della distribuzione del gas, ha collocato con successo un bond senior da 435 milioni di euro con una cedola annua a tasso fisso dell’1,75% e scadenza al 2026. Le richieste, intorno a 1,6 miliardi, hanno superato di circa quattro volte l’ammontare dell’obbligazione.

F2i e la creazione di un polo aeroportuale del Sud Italia

Secondo indiscrezioni di stampa sarebbe allo studio la fusione tra Gesac (Aeroporto di Napoli) e AdP (Aeroporti di Puglia)

F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, il più grande fondo infrastrutturale italiano, amministrato da Renato Ravanelli, punterebbe, secondo indiscrezioni giornalistiche, ad aggiungere gli aeroporti pugliesi al proprio network.

Il Fondo guidato da Ravanelli, che controlla tra le altre cose la holding 2i Aeroporti, ha già in portafoglio il 70% di Gesac (società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino), il 54,5% di Sagat (Aeroporto di Torino Caselle), una quota del 44,3% della SEA (Aeroporti di Milano Malpensa e Linate) e una quota del 10% dell’Aeroporto di Bologna.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’operazione, attualmente ancora in una fase di studio, prevedrebbe, in particolare, la fusione tra Gesac e AdP (Aeroporti di Puglia).

Attualmente, l’Aeroporto di Napoli registra un traffico annuo di circa 6,1 milioni di passeggeri; gli aeroporti di Puglia (Bari e Brindisi) circa 6,2 milioni. La fusione tra le due società di gestione darebbe dunque vita a un vero e proprio polo aeroportuale del Sud Italia, attraverso cui transiterebbero oltre 12 milioni di passeggeri, con potenziali ricadute positive su economia locale e turismo.

L’operazione sarebbe tuttavia subordinata, secondo il Corriere della Sera, all’esito dell’inchiesta della Commissione Europea sui fondi elargiti dagli aeroporti pugliesi alla compagnia low cost Ryanair.

http://www.corriere.it/economia/16_ottobre_06/aeroporti-polo-f2i-il-sud-studio-fusione-napoli-bari-0a9515c2-8bf6-11e6-8000-f6407e3c703c.shtml